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VERBANIA - 20-07-2021 -- Assolto e prosciolti. Né il sindaco, né l’Anas, né i proprietari del terreno da cui si verificò il distacco sono responsabili della frana che, il 18 marzo del 2017, cadendo sulla statale 34 costò la vita a Roberto Rigamonti.

Quel giorno il 67enne farmacista ticinese, viaggiava in compagnia d’un amico ndo in direzione di Verbania. Giunto in località Puncetta, in territorio di Cannobio, venne colpito dai massi staccatisi dalla parete soprastante, che oltrepassarono anche la rete di protezione. Rigamonti morì sul colpo, mentre uscirono miracolosamente illesi (un sasso piombò sul cofano, a poche decine di centimetri dall’abitacolo) due fidanzati di Cameri che transitavano in auto.

Omicidio, lesioni e frana colposi sono i reati che il sostituto procuratore Sveva De Liguoro ha individuato al termine dell’indagine condotta dai carabinieri di Cannobio. Indagine che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio di sei persone: il sindaco di Cannobio e presidente dell’Unione dei comuni dell’alto Verbano Giandomenico Albertella; i manager di Anas Valter Bortolan, Raffaele Celia e Nicola Montesano; Ruggiero e Susanna Scheller, fratelli milanesi proprietari del terreno sovrastante la Puncetta dal quale si verificò il distacco.

In udienza preliminare, Albertella ha scelto il rito abbreviato e per lui il pm De Liguoro ha chiesto la condanna a un anno e due mesi per tutti i capi d’imputazione, avanzando al contempo la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli altri.

Il procedimento, iniziato nel 2019, s’è protratto anche a causa del Covid e ha visto la sostituzione del giudice. I familiari di Rigamonti si sono costituiti parte civile chiedendo il risarcimento, per rispondere del quale sono state chiamate in causa Anas e la compagnia d’assicurazione del comune di Cannobio, che ha liquidato una somma per il sinistro.

Oggi il gup Rosa Maria Fornelli ha letto la sentenza che assolve Albertella perché il fatto non costituisce reato e proscioglie tutti gli altri imputati per il medesimo motivo.

Lo stesso ex primo cittadino era stato assolto lo scorso maggio in un analogo procedimento penale per frana colposa scaturito da un secondo smottamento avvenuto, nella medesima località, un anno circa dopo i fatti.