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PIEMONTE - 20-07-2021 - Dopo l’incontro avuto questa mattina con l’assessore alla Sanità Luigi Icardi, il presidente della commissione competente Alessandro Stecco, il direttore generale dell’Asl Vco Chiara Serpieri e il direttore sanitario Emanuela Pastorelli, il consigliere regionale Alberto Preioni, riferisce sulla mancata riapertura del Punto nascite del san Biagio. "il mandato della Regione è quello di attivare al 100 per cento il punto nascite domese. Punto nascite che non è mai stato chiuso, ma che a causa della pandemia è aperto solo per le emergenze: c’è ancora il piano vaccini e a brevissimo verranno allestite le terapie intensive del piano Arcuri. E’ facilmente immaginabile come questo abbia richiesto l’impiego di decine e decine di medici, figure professionali sempre più difficili da reperire: vuoi per il numero chiuso imposto dalle Università, vuoi perché molti scelgono di lavorare al di fuori della Sanità pubblica. Un problema che sta esplodendo su scala nazionale e del quale il ministro Speranza dovrebbe occuparsi al più presto. A Domodossola noi invece apriremo un bando per arruolare ginecologi e ostetriche e riattivare appunto al 100 per cento la funzionalità del punto nascite, passando dall’emergenza alla gestione ordinaria. Resta però un invito al territorio: sono vent’anni che certi ginecologi, medici e pediatri dicono alle madri ossolane di andare a partorire a Varese, ad Angera, a Borgomanero o in altre strutture. Ma se vogliamo continuare ad avere un punto nascite di livello dobbiamo avere centinaia di parti in più all’anno, e averli in Ossola”, dice Preioni.

“Infine un appunto politico: il sindaco Pizzi dica chiaramente se vuole continuare la sua avventura con l’appoggio del centrodestra o se, strumentalizzando un tema tanto delicato solo a fini elettorali, vuole correre con la sua lista civica. Vogliamo rispetto per la Lega, perché se Domodossola oggi è una grande città il merito è nostro, fin dalle amministrazioni degli anni ’90 con la giunta monocolore di Ettore Angius e quella di Michele Marinello che ha realizzato il Borgo della Cultura. Disertare la consegna del Drapò domani a Stresa non significa offendere Alberto Preioni, la Lega o la Regione Piemonte, significa innanzitutto dare uno schiaffo a una città che tanto ha sofferto dopo la tragedia del Mottarone, e verso la quale noi vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza. Siamo comunque convinti che, appresa questa bella notizia sul punto nascite, i nostri sindaci saranno presenti per ricevere la bandiera di tutti i piemontesi, nella consapevolezza che questa è la Regione che ha salvato la Provincia del Vco grazie alla legge sui canoni idrici”.