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tribunale 17

VERBANIA - 14-01-2022 -- All’arrivo dell’ambulanza era già in condizioni gravissime. Incosciente, respirava a fatica e rantolava. Fu trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Maggiore di Novara ma, pochi giorni dopo, spirò. Gianluca Demasi, operaio di trentadue anni di Fabrizia, in provincia di Vibo Valentia, il 19 settembre del 2019 si trovava a Malesco, al lavoro allo stabilimento delle Terme di Vigezzo. Lavorava per la Fabriella Group, società vibonese del settore delle acque minerali che, acquisito il marchio ossolano, aveva portato al nord diversi dipendenti calabresi.

Per la sua morte in quell’infortunio mortale sul lavoro è a processo al tribunale di Verbania la 34enne amministratrice della società, imputata di omicidio colposo.

Demasi quel giorno stava lavorando all’esterno dello stabilimento: insieme a un altro operaio stava verniciando la cancellata. Quando il collega s’era allontanato per altre incombenze, lui si trovava su una scala. Al suo ritorno lo trovò a terra, agonizzante. L’autopsia confermò che era deceduto per la gravità dei traumi interni riportati da una caduta da una certa altezza. Che sia avvenuta dalla scala e se siano state state violate le norme di sicurezza è ciò che il processo deve appurare. Un processo in fase di dibattimento che è iniziato in salita. La Procura ha depositato fuori tempo massimo la lista testi e il giudice Antonietta Sacco li ha dovuti riammettere con un’ordinanza. E anche chi finora è venuto a raccontare i concitati momenti di quel pomeriggio, non ha fatto chiarezza del tutto. All’arrivo dell’ambulanza la scala, di quelle “a libro”, si trovava chiusa e adagiata su un lato a un muretto.

Nel ricostruire la dinamica dell’incidente, carabinieri e Spresal sono partiti da lì, dalla posizione del corpo e da quella, desunta dalla testimonianza raccolta dal collega di Demasi, dell’attrezzo. Ritengono che il sinistro mortale sia avvenuto proprio per via della caduta dalla scala. Per stabilire le eventuali responsabilità dell’amministratrice dell’azienda è un fatto rilevante come l’operaio stesse operando sulla scala. Chiarirlo è il compito delle prossime udienze. Decisiva potrebbe essere la testimonianza del collega che trovò il giovane operaio, i cui parenti sono costituiti parte civile, e che poco prima l’aveva visto verniciare.