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NOVARA - 14-01-2022 -- E' diventato un lungo botta e risposta sui pregi e i difetti di Novara, tutto condito da grande ironia, l'annuncio dell'agenzia di onoranze funebri Taffo del suo arrivo nel capoluogo. Resa celebre in tutto il Paese dalle campagne social particolarmente creative e giocate tutto sul canzonare la morte, l'azienda funebre ha la sua sede centrale a Roma, ma è in espansione e il sito ufficiale riporta già la sede in corso Torino. L'annuncio dell'arrivo a Novara via Twitter è stato accompagnato da una domanda "Che c'è di bello a Novara?". E qui i seguaci dell'uccellino hanno preso a scatenarsi. "Niente...è un vero mortorio", ha risposto qualcuno, incalzato da un altro che ha suggerito invece una sede a Lugano "perchè il vero mortorio è qui (in Svizzera)". Biscotti e biscottini come risposta più volte ripetuta, ma anche la Paniscia e il gorgonzola inevitabilmente sono finiti nella conta delle bellezze, di quelle che "fanno resuscitare". Ma c'è anche chi punta sul culturale, sull'attrazione del Coccia, ad esempio, e sul suo pubblico che un tempo era tenuto in maggiore considerazione di quello della Scala; o sulla cupola dell'Antonelli e qualcuno suggerisce anche una vista guidata al monumentale (cimitero) mentre qualche altro posta la foto dell'Ospedale Maggiore della Carità. L'immagine di una industria chimica, ricorda polemicamente a Taffo che da lì potrebbero arrivare molti clienti (speriamo di no) e chi, invece, fa un riferimento alla Pro Vercelli nel nome di un'antica rivalità che probabilmente apprezzeranno solo gli appassionati di calcio. "Zanzare e nebbia sono ottimi motivi per morire", suggerisce un utente mentre un avvocato accenna a un'ottima scelta (per Taffo) considerando il tasso di omicidi, e poi c'è chi cita la potente concorrenza di una ditta da sempre leader in città e chi invita l'azienda ad aprire una sede anche ad Alessandria e chi, in perfetto stile Taffo replica che "morivamo dalla voglia di vedervi arrivare". Tutto pur di esorcizzare la signora in nero e soprattutto non prendersi troppo sul serio, che questo sì che allunga la vita.