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arona progetto no alcol

ARONA – 27-06-2022 -- Lo scorso venerdì ad Arona si è tenuto l’ultimo gazebo informativo del progetto “Modello Arona - No Alcol” guidato dal terzo settore del comune di Arona e mirato a sensibilizzare i ragazzi minorenni, al tema dell’uso dell’alcool, in una visione più consapevole.

Nei gazebo informativi che sono stati allestiti in varie serate del fine settimana, si poteva leggere un opuscolo informativo che presentava contenuti in merito all’assunzione di alcol, come, per esempio, una tabella alcolemica per uomini e donne che permette di capire la concentrazione teorica di alcol nel sangue basandosi sulle bevande assunte. Assieme all’opuscolo informativo veniva regalato un alcol test indicativo che permetteva di conoscere effettivamente la concentrazione alcolemica nel sangue. Inoltre si poteva svolgere un piccolo percorso con degli occhiali speciali che simulavano lo stato psicofisico di una persona dopo aver assunto dell’alcol.

“Il progetto nasce nell’ambito dei Servizi sociali – dice Marco Sarcinelli, responsabile del progetto - ed è rivolto a tutti i ragazzi minorenni. L’idea è stata pensata in seguito all’analisi di fatti che hanno avuto come protagonisti ragazzi interni ai servizi sociali che narravano esperienze di abuso di alcool. A quel punto la domanda è sorta spontanea: si trattava di un fenomeno di nicchia oppure era una tendenza ampiamente diffusa? I dati a livello nazionale mostrano come i ragazzi cominciano ad avvicinarsi al mondo dell’alcol tra i 12 e i 13 anni. In base ai questionari proposti nelle scuole superiori locali il 66-67% dei ragazzi afferma di bere in modo eccessivo durante il fine settimana, ed è un dato che nella realtà rispecchia le analisi statistiche svolte su tutto il territorio nazionale. L’abuso di alcol è un problema di base culturale: i giovani nonostante vengano svolte varie campagne di sensibilizzazione continuano a bere fino al coma etilico e i locali continuano a vendere ai ragazzi minorenni bevande alcoliche, nonostante il divieto nazionale.
L’alcol è la prima fra le sostanze psicotrope che causa più morti all’anno e per questo va affrontato il tema dell’abuso. È s Nei locali venivamo visti come moralisti che volevano protestare contro i giovani, ma qui l’obiettivo è fin troppo importante: il nostro progetto nasce per salvaguardare la salute dei giovani".

"Questa prima edizione è servita a iniziare un percorso che verrà riproposto negli anni, affinché i giovani sappiano a cosa vanno incontro abusando di bevande alcoliche. Personalmente credo, senza fare allarmismo, che nel giro di 5 o 6 anni il fenomeno possa divenire di un’importanza ancora più rilevante, perché l’età delle prime esperienze alcoliche si sta riducendo sempre di più. 110 persone muoiono ogni giorno per l’alcol, da quando esiste il sistema di rilevazione statistico dal '78: è chiaramente un fenomeno sottostimato. Bisogna lavorare passando ai fatti, non ha senso sensibilizzare se poi l’azione di divulgazione non prende piede e non ha il suo effetto”, conclude Sarcinelli.

Luca Tosi